JULIAN SCHNABEL


04-02-2004
31-03-2004
Milano

Si inaugura presso la Galleria Cardi & Co e la Galleria Cardi (in Piazza S. Erasmo 3) la mostra personale di Julian Schnabel che ritorna a Milano dopo la mostra del 2001. L’artista presenta una serie di nuovi lavori realizzati tra il 2002 e il 2003. Nato a New York nel 1951, si è laureato in arte all'Università di Houston, Texas, nel 1973, vive e lavora a New York. Julian Schnabel è considerato un personaggio di spicco nel rinnovamento della pittura come mezzo espressivo, un fenomeno artistico che interessa sia l'Europa che gli Stati Uniti a partire dalla fine degli anni Sessanta. Schnabel è noto soprattutto per i suoi "Plate Paintings", dipinti realizzati su superfici di frammenti di ceramica. Caratteristica delle sue opere, evidente sin dagli esordi, è l’indeterminatezza del risultato finale, sovrapposto ad uno sfondo già decorato, con un approccio che si può definire antiestetico, disarmonico. Gli elementi che compongono l’opera, sfondo e tratto dipinto, materiale e contenuto, non hanno dunque relazioni, sono anzi elementi incompatibili. L’interesse di Schnabel è diretto proprio sul contrasto tra il segno pittorico, crudo ed istintivo, la superficie, spesso un’immagine simbolica, e l’esistenza del quadro in quanto oggetto. Le varie componenti dell’opera sono eternamente in disaccordo: in questo vero e proprio scontro Schnabel riconosce la propria sensibilità artistica. Nelle opere in mostra l’approccio di Schnabel è evidente: su uno sfondo ben definito, raffigurante spesso simboli religiosi, sono applicate pennellate dinamiche e violente e sequenze di parole, frasi ironiche o con un significato incerto. Simboli, oggetti e parole sono componenti essenziali ed ogni elemento possiede una storia, un’identità, prima ancora di diventare parte dell’opera. Le figure che compongono lo sfondo sono immagini sbiadite che introducono l’osservatore in una dimensione simbolica non immediatamente manifesta. Schnabel impiega gli elementi tipografici non nel significato linguistico della frase o della sequenza di parole, ma come immagine visiva autonoma che prende il sopravvento sull’intero lavoro. La parola assume in sostanza un valore simbolico e viene dipinta con la stessa gestualità delle pennellate energiche che completano il quadro.