HOME SWEET HOME


08-04-2004
22-05-2004
Milano

La mostra presenta una selezione di opere di undici artisti, sia italiani che stranieri. Il tema conduttore è la casa, con i suoi abitanti e gli oggetti che la riempono, richiamata nei lavori di artisti che utilizzano tecniche e supporti diversi. Le sculture in ceramica del duo artistico Bertozzi & Casoni, incredibilmente realistiche, si riferiscono ad una casa appesantita da rifiuti e oggetti di ogni genere. Toland Grinnell suggerisce di utilizzare oggetti lussuosamente rifiniti per ogni esigenza e in ogni istante della vita quotidiana. Quindi non sembra così strano spolverare la casa con un piumino in pelle borchiato d’oro, dal gusto vagamente feticista, o fare scorte di carta igienica in quantità colossali e racchiuderle in gabbie di pellami pregiati e protette da catene e lucchetti in oro 18K. Le opere di Not Vital non hanno soltanto lo scopo di mostrarci oggetti comuni e strumenti di lavoro bensì evocano veri e propri costrutti culturali frammentari. Le sue opere sembrano quasi nascere da un impulso surrealistico a concentrare e a condensare: nascono così la "Scarpa per lampada" o la "Scarpa per martello". Greg Colson esprime un singolare trait d’union tra il mondo dell’arte e quello delle scienze matematiche e statistiche, osservando la realtà quotidiana. In mostra si vedrà un’opera in metallo che presenta un grafico sui gruppi alimentari, un’immagine che non dovrebbe mai mancare in una cucina adibita alla preparazione di pasti equilibrati. Wim Delvoye, con i suoi "Marble Floor", presenta stampe cibachrome montate su alluminio: i soggetti sono complesse pavimentazioni formate dall’accostamento e dall’incastro di salumi di vario tipo. Lo schema è decorativo e basato su schemi barocchi e kitsch contraddistinti da un’estetica pura. Le fotografie di Vik Muniz, che hanno come soggetto i suoi grandi "earth – works", aggiungono un altro volume a questo genere di arte "aliena". Impressi nel suolo di una miniera di ferro situata nel Sudest del Brasile, e fotografati da un elicottero, i motivi sono talmente "casalinghi" e contemporanei che sarebbe davvero impossibile attribuirli a qualsiasi altro "essere" o situarli in un altro tempo. Foto come "Hanger", "Spoon" e "Scissors" (tutti lavori del 2002) catturano immagini di oggetti comuni impressi nella terra: un attaccapanni di metallo, un cucchiaio e delle forbici. Andy Warhol presenta delle succulente bistecche con l’osso, le rinomate "T-bone steak", cibo immancabile in ogni abitazione americana, che il fedele Archie sembra voler azzannare da un momento all’altro. Maurizio Cannavacciuolo dipinge composizioni di figure umane, gli abitanti di un’abitazione, e di motivi decorativi che si sviluppano in una complessa stratificazione, dalla quale l’osservatore è attratto per lo stile e la qualità della tecnica pittorica. Ogni personaggio, ogni oggetto e motivo dell’opera è come se si dissolvesse nello sfondo decorativo, assorbito e trasformato in un curioso arabesco. David Salle nella sua opera di grande formato, "Sweetness", presenta un confortevole e familiare ritratto d’interno composto da una sovrapposizione di immagini in cui si fondono pittura, disegno e serigrafia. Le opere di Wolfgang Laib reclamano uno sguardo nuovo, lontano dalle facilità del senso comune, fanno appello ad una dimensione diversa dove il tempo non è più quello degli orologi, ma quello delle stagioni, delle età della vita. Ci trasmettono un’eredità estremamente antica ed universale: quella della nostra capacità di meravigliarci davanti alla bellezza primordiale della natura. Come non stupirci allora di fronte alla disarmante semplicità di queste piccole case fatte di legno e cera, di marmo e di riso? Il rapporto con l’abitazione e la sua progettazione ha da sempre influito sull’opera di Guillermo Kuitca: l’artista è infatti cresciuto tra i disegni ed i progetti del padre architetto. In mostra si può ammirare la pianta e la pavimentazione di una sala del palazzo Doria Spinola di Genova.