NO CANVAS


25-02-2003
03-05-2003
Milano

Galleria Cardi presents the group exhibition “No Canvas,” with a selection of artists who use media other than painted canvases. BERTOZZI & CASONI is a company established by Giampaolo Bertozzi (Borgo di Tossignano, Bologna, 1957) and Stefano Dal Monte Casoni (Lugo di Romagna, Ravenna, 1961). These artists combine the techniques of the Old Masters with a refined and ironic critique of contemporary society, creating very fine ceramics and majolicas. The subjects are curious animals that are improbable as well for their human attributes. GREG COLSON (Seattle, 1956) creates his works by using recycled materials on wood and masonite. The artist is an acute observer of the quotidian in American society. He transposes his impressions from opinion polls (using pie charts) to evoke, into strongly ironic, almost grotesque way, the manias, aspirations, and worries of a big slice of the American population. WIM DELVOYE (Wervik, Gent, 1956) is a Belgian artist who creates provocative works by the reconfiguring everyday objects that have no symbolic value and, at the same time, utilizing artistic codes and techniques. Coldcuts and salami become the tile of a classically designed floor, which is then reproduced in a Cibachrome print mounted on aluminium. Delvoye pulls the spectators' legs and shocks them with ferocious critiques and aesthetics that transcend the realm of kitsch. TOLAND GRINNELL (Brooklyn, New York, 1969), a young admirer of uptown Manhattan luxuries, builds objects, suitcases, and object holders from materials normally used to produce high fashion accessories. Employing the fine manual ability of an artisan, he reveals the limitlessness of excess and unbridled luxury, showing how the most absurd and seemingly useless objects can become essential goods for multimillionaires. RICHARD LONG (Bristol, 1945) is a mythical figure of the installation. He produces simple forms (circles, lines, and ellipses) with natural materials (stones, mud, and wood) gathered by the artist himself in his journeys, often on foot, around the world. The artist imbues these elements with vitality, allowing the spectator to feel suffused by a cosmic, natural, and innate energy that requires no explanation. TOM SACHS (New York, 1966) creates working objects, using found materials to produce works that refer to the art world via the techniques of the humble DIY. His references to pop culture and logos used as decorative elements are a direct expression of the urban schizophrenia that the artist is immersed in. The result is a critical metaphor for objects of mass consumption, be they luxury objects or fast-food restaurant products. NOT VITAL (Sent, Engadina, 1948) is a Swiss artist who is able to bewilder the observer through his use of materials and symbols, even when representing a common object. His spell-binding interpretations enable the viewer to understand the meaning beneath the surface of a white marble sculpture. He forces the observer to compare his own past, present, and future with those of the artist. The spectator must look deeply into his own perceptions of animate or lifeless elements in order to arrive at an understanding of each work’s meaning.
Presso la Galleria Cardi si inaugura la mostra collettiva intitolata “No Canvas” dedicata ad alcuni degli artisti della galleria che utilizzano abitualmente mezzi espressivi diversi dalle tele dipinte. BERTOZZI & CASONI è una società costituita da Giampaolo Bertozzi (Borgo di Tossignano, Bologna, 1957) e Stefano Dal Monte Casoni (Lugo di Romagna, Ravenna, 1961), artisti che coniugano l’antica arte dei maestri della ceramica con una sottile ed ironica critica alla società contemporanea realizzando finissime ceramiche e maioliche dai soggetti animali improbabili, ma allo stesso tempo curiosi, nei loro atteggiamenti umani. GREG COLSON (Seattle, 1956) realizza le sue opere utilizzando materiali di riciclo su legno e masonite. L’artista americano è un acuto osservatore della società americana, in termini di quotidianità e normalità assoluta. Traspone poi le sue impressioni in sondaggi (pie–charts, i cosiddetti “diagrammi a torta”) che fanno emergere, in maniera anche fortemente ironica e quasi grottesca, quali siano le manie, le aspirazioni, le preoccupazioni di una buona fetta, appunto, di società americana. WIM DELVOYE (Wervik, Gent, 1956) è un artista belga maestro della provocazione perché raffigura oggetti di uso quotidiano privi di simbologia estetica utilizzando codici e tecniche proprie dell’arte. Così i salumi affettati diventano piastrella di un pavimento dal disegno classico, il tutto riprodotto con una stampa cibachrome su alluminio. Delvoye prende in giro, fa critiche feroci, sconvolge lo spettatore con una estetica che definire kitsch è forse riduttivo. TOLAND GRINNELL (Brooklyn, New York, 1969) giovane estimatore dei lussi della Manhattan Uptown, costruisce oggetti, valigie e contenitori utilizzando materiali normalmente usati per gli accessori di alta moda. Con una finissima manualità da artigiano dimostra come l'eccesso ed il lusso più sfrenato non abbiano limiti e che gli oggetti più assurdi e, apparentemente, inutili, possano divenire beni irrinunciabili per i miliardari di vocazione. RICHARD LONG (Bristol, 1945) mostro sacro dell’installazione, produce forme semplici (cerchi, linee, ellissi) assemblando materiali naturali primari (pietre, fango, legni) raccolti dall’artista stesso nei suoi viaggi, spesso a piedi, in giro per il mondo. A questi elementi quasi edilizi, l’artista britannico imprime una vitalità e una energia proprie permettendo allo spettatore di sentirsi avvolto da una energia cosmica, naturale, innata che non ha bisogno di spiegazioni. TOM SACHS (New York, 1966) crea oggetti funzionanti, riproduce opere d’arte di maestri a lui precedenti con tecniche proprie del bricolage casalingo, utilizzando materiali di recupero. I riferimenti alla cultura popolare ed i marchi utilizzati come elementi decorativi, sono diretta espressione della schizofrenia metropolitana nella quale l’artista è immerso. Il prodotto artistico è metafora critica del consumo di massa, sia esso oggetto di lusso che prodotto da fast–food. NOT VITAL (Sent, Engadina, 1948) è un artista svizzero capace di disorientare l’osservatore per i materiali usati ed i codici utilizzati, anche quando rappresenta un oggetto comune. Lo sforzo di interpretazione è dunque impegnativo, capire il significato che sta sotto la superficie di una scultura in marmo bianco significa confrontare il passato, il presente ed il futuro dell’osservatore con quello dell’artista. Con l’osservazione di elementi umani, animali o inanimati lo spettatore viene costretto a cercare profondamente, all’interno della propria esperienza, gli elementi utili all’interpretazione del significato dell’opera.