GRAHAM GILLMORE


12-02-2006
24-04-2006
Milano

The Canadian artist Graham Gillmore, who lives in both Vancouver and New York, will exhibit a new series of drawings. The artist uses phrases and words drawn from novels, musical reviews,magazines . The operation that Gillmore completes seems to carry to the light an idea hidden in the text originates inverting them letters simply, changing the order of the words to phrases or citations already notes. The support of which the artist servants have delivered up itself from old book keeping registries belonged to the father: to the context they trades and financial they come added therefore aesthetic and literary elements. You can read the phrases following the tracing determined from the sign of the color that encloses every single word: following the colorful trace of it can therefore reconstruct the complete phrase. With this operation Gillmore alludes to the enormous quantitative of information, profits or less, with which reference to the fragmentation and the discontinuity of the human experience has been bombed every day .
Graham Gillmore (Vancouver, Canada, 1963) vive e lavora a New York. L’artista utilizza frasi e parole tratte da romanzi, riviste, brani musicali da lui stesso composti e li reinterpreta assegnando alle frasi significati nuovi ed inconsueti, tramite la modifica di una sola parola o di una semplice consonante. L’operazione che Gillmore compie sembra portare alla luce un’idea nascosta nel testo originale invertendo semplicemente le lettere, cambiando l’ordine delle parole a frasi o citazioni già note. Il supporto di cui l’artista si serve è costituito da vecchi registri contabili appartenuti al padre: al contesto commerciale e finanziario vengono aggiunti dunque elementi estetici e letterari. Le frasi sono leggibili seguendo il tracciato determinato dal segno di un unico colore che racchiude ogni singola parola: seguendo la traccia colorata di può così ricostruire la frase completa. Con questa operazione Gillmore allude alla difficoltà di processare l’enorme quantitativo di informazioni, utili o meno, con cui si è bombardati ogni giorno e fa riferimento alla frammentazione e alla discontinuità dell’esperienza umana.