THE SPIRIT OF DRAWING


22-05-2003
24-07-2003
Milano

Presso la Galleria Cardi si inaugura la mostra collettiva intitolata "The Spirit of Drawing" in cui verranno presentati le opere inedite su carta di tre artisti che cercano di interpretare la società nordamericana attraverso il disegno.<br><br> Donald Baechler (Hartford, Conneticut, 1956) vive e lavora a New York. L’artista utilizza una tecnica che si può definire stratigrafica poiché crea una superficie omogenea mediante il collage di elementi diversi per poi dipingere il soggetto vero e proprio. Queste immagini emergono dal fondo e si stagliano sulla superficie grazie ai colori vivaci ed alle forme semplici. Gli oggetti rappresentati sono infatti disegni ispirati all’arte infantile e all’arte alienata, sono sagome che fanno parte della realtà quotidiana come fiori, teste di animali, alberi. Questo non significa assolutamente che il fondo sia meno importante del soggetto in primo piano: sfondo e figura hanno un ruolo quasi ambivalente, anche se non sono in relazione l’uno con l’altra. La figura infatti è posta quasi casualmente sulla superficie, ma ciò risponde ad un preciso scopo: estraniare il soggetto dal contesto abituale affinché ognuno dei soggetti divenga intercambiabile. La spiegazione sembra essere una continuità che permea l’intera attività di Baechler. Ogni quadro è un frammento della società contemporanea, è un frammento del vissuto quotidiano, è un frammento di passato dell’artista stesso.<br><br> Greg Colson (Seattle, Washington, 1956) vive e lavora a Venice, California. Colson nei suoi lavori pone l’accento sulla passione della società americana per le statistiche. La base scientifica dei sondaggi sembra qui essere utilizzata a solo scopo estetico, la realtà investigata serve a ben poco in termini pratici: l’artista si limita a realizzare uno studio sul folklore contemporaneo o, meglio, sulla mitologia popolare. La fonte a cui si ispira sono le riviste popolari che pubblicano sondaggi sulle abitudini e sugli stili di vita della popolazione americana; i risultati sono rappresentati da Colson con una grafica esplicita arricchita da illustrazioni quasi naif. E’ comunque divertente sapere quali siano i contenuti che suscitano di più l’interesse dei web surfer, oppure le motivazioni che spiegano il disordine alimentare degli americani, o, ancora, quali siano gli atteggiamenti da adottare per raggiungere il successo sul lavoro. Questi sondaggi possono apparire futili, anche inutili ma rappresentano il tentativo di Colson di dare forma e significato al caos che contraddistingue la società.<br><br> Graham Gillmore (Vancouver, Canada, 1963) vive e lavora a New York. L’artista utilizza frasi e parole tratte da romanzi, riviste, brani musicali da lui stesso composti e li reinterpreta assegnando alle frasi significati nuovi ed inconsueti, tramite la modifica di una sola parola o di una semplice consonante. L’operazione che Gillmore compie sembra portare alla luce un’idea nascosta nel testo originale invertendo semplicemente le lettere, cambiando l’ordine delle parole a frasi o citazioni già note. Il supporto di cui l’artista si serve è costituito da vecchi registri contabili appartenuti al padre: al contesto commerciale e finanziario vengono aggiunti dunque elementi estetici e letterari. Le frasi sono leggibili seguendo il tracciato determinato dal segno di un unico colore che racchiude ogni singola parola: seguendo la traccia colorata di può così ricostruire la frase completa. Con questa operazione Gillmore allude alla difficoltà di processare l’enorme quantitativo di informazioni, utili o meno, con cui si è bombardati ogni giorno e fa riferimento alla frammentazione e alla discontinuità dell’esperienza umana.