DIFFERENT REALITIES


23-10-2010
30-11-2010
Pietrasanta

"Different Realities" Bertozzi & Casoni - Bernardì Roig GALLERIA CARDI PIETRASANTA Opening: Saturday 23 October 2010 at 7pm Open to the public: 24 October 2010 - 30 November 2010 Opening hours: Friday - Sunday 10.30am to 1pm/3.30pm to 8pm Different Realities compares two different ways of interpreting representation. In their work Bertozzi & Casoni and Bernardì Roig have constructed antithetic systems of meticulous reproduction of a scene in which a search for a truthful appearance becomes the means for causing a sense of disorientation in the viewer. They have in common an extreme attempt to make the subject physical; even though they are from quite different educational and cultural backgrounds, B&C and Roig construct images where the imperfection of the body, together with the implications of consumption in its lowest forms (like everything that is rejected and rotten), contribute to the works' aesthetics and, in some cases, actually become the symbol of a message that is never fully explicated. The subject is revealed in all its fullness. The minute care of details, even the least important, becomes a system for filling the image with information so that there is no possibility of a single interpretation of what the artist has expressed: on the contrary, the artist excludes himself from the interpretative process in order to concentrate wholly on the formal realism of the scene. Paradoxically, the completeness of the image makes a complete decoding of it impossible and makes an infinity of possible interpretations available. Even though having different methods and aims, both B&C and Roig utilize brutality in their imitations of reality in order to leave the viewer alone in the face of the failure of spoken language, of the incapacity to close the loop and be able to communicate all the meanings contained by the image in front of us. Basically, their works establish a kind of supremacy of the eye which manages to see and, above all, perceive all the information which, once the image has been assimilated and transformed into memory, words can never manage to recuperate fully; this is because many of these meanings rely on symbolic values that are impossible to be communicated completely other than by direct observation. The Different Realities of the title become, in this sense, emblematic. Different realities both separate yet link the works of Bertozzi & Casoni and Bernardì Roig. A comparison between the works of B&C and Roig shows they could not be formally more different. The multicoloured and joyous works of Bertozzi & Casoni consist of juxtapositions and continuous quotations from, and allusions to, high culture and pop. They are the opposite of Bernard' Roig's spectral sculptures where heavy figures are always captured in moments of physical or mental suffering; the overstated construction and the intricate and lively superimpositions of the two Italian artists contrast with the Spaniard's minimalism where the white of the sculptures fights for the space with the fluorescent lighting that is the trademark of his work. Bertozzi & Casoni stratify the static image and enrich it almost to excess. By starting from a point, which might be a quotation or simply an object, they construct works that, halfway between a contemporary cultural totem and an intellectual puzzle, play with the viewers and challenge them by making them start from the first and greatest deception of all: everything they see is not real but a perfect ceramic copy of reality. Roig's sculptures, on the other hand, seem stills of a dream/nightmare frozen in a moment that had a beginning and will have an end that the viewer cannot see, like fragments of a story that cannot be told because the image we have in front of us already contains all the necessary meanings. The cold light that illuminates or, often, blinds is the only real thing: all the rest is a mental projection. The human figures, whose forms are reproduced in the tiniest details, are mental ghosts or sensations of memories and of fear: they do not want to speak, nor can they. They can only evoke what is unsaid. There are different realities, then, in the sense of different ways of interpreting reality, of reproducing it in the smallest details and, even though starting with the same aim, of arriving at completely opposite results. But Different Realities also indicates a meeting point between the work of B&C and Roig: to record and faithfully reproduce reality in order to evoke a strong symbolic content that goes beyond what is in front of our eyes. There exists in the work of these artists a common denominator which acts in the shadows, a kind of communicative double level that, starting from daily life, on the one hand reveals and, on the other, hides the darkest part in order to generate unease; as the ancient Chinese proverb says, "the darkest point is always in front of the lamp".
GALLERIA CARDI PIETRASANTA Inaugurazione: Sabato 23 Ottobre 2010 ore 19.00 Durata della mostra: 24 Ottobre – 30 Novembre 2010 Orari della galleria: ven - dom 10.30 – 13.00 / 15.30 – 20.00 Different Realities è un confronto tra due modi differenti di interpretare la rappresentazione, Bertozzi & Casoni e Bernardi Roig hanno costruito attraverso le loro opere un sistema antitetico nella riproduzione meticolosa della scena dove la ricerca della verosimiglianza diventa un mezzo per indurre uno spaesamento nell'osservatore. Accomunati dall’estrema ricerca nella fisicizzazione del soggetto, seppure distanti per formazione e cultura, B&C e Roig costruiscono delle immagini dove l’imperfezione del corpo insieme con le implicazioni del consumo nelle forme più basse (come tutto ciò che è rifiuto e decomposizione) concorrono all’estetica dell’opera, in taluni casi, diventandone il simbolo di un messaggio mai interamente reso esplicito. Il soggetto viene raccontato nella sua interezza. La cura minuziosa dei particolari, anche quelli trascurabili, diventa un sistema per caricare l’immagine di informazioni in modo tale che non esista un’univocità di interpretazione veicolata dall’artista che, anzi, in questo modo, si autoesclude dal processo di interpretazione per concentrarsi solo sul realismo formale della scena. Paradossalmente, la completezza dell’immagine ne rende impossibile una decifrazione completa, lasciando aperte un’infinità di possibilità di letture differenti. Seppure con metodi e visioni differenti, sia B&C che Roig utilizzano la brutalità nell’imitazione del reale per lasciare solo l’osservatore di fronte al fallimento del linguaggio parlato, all’incapacità di chiudere un cerchio e poter comunicare tutti i significati che l’immagine di fronte a cui si trova sottintende. Le loro opere stabiliscono, in pratica, una sorta di supremazia dell’occhio che riesce a vedere e soprattutto a percepire tutte le informazioni che la parola, una volta assimilata l’immagine e trasformata in ricordo, non riuscirà mai a restituire pienamente, proprio perché molti di quei significati si appellano a dei valori simbolici impossibili da comunicare pienamente attraverso altri sistemi che non siano l’osservazione diretta. Different Realities, le realtà differenti del titolo, diventano in questo senso emblematiche. Le realtà differenti sono ciò che distanzia e allo stesso tempo accomuna i lavori di Bertozzi & Casoni e Bernardì Roig. Formalmente nel confronto tra le opere di B&C e Roig non ci può essere nulla di più distante. All’universo multicolorato e giocoso di Bertozzi & Casoni fatto di contrapposizioni, di continue citazioni e rimandi tra cultura alta e pop, fanno da contraltare le sculture spettrali di Bernardì Roig, dove figure pesanti sono sempre riprese in un momento di sofferenza, fisica o mentale; alla costruzione esagerata, alle sovrapposizioni intricate e chiassose dei due artisti italiani, si contrappone il minimalismo dello spagnolo, dove il bianco delle sculture si contende lo spazio con la luce fredda dei neon che contraddistingue le sue opere. Bertozzi & Casoni stratificano l’immagine statica, l’arricchiscono fino all’eccesso. Partendo da un punto, da una citazione o semplicemente da un oggetto, costruiscono delle opere che, a metà strada tra un totem della cultura contemporanea e un rompicapo intellettuale, giocano con l’osservatore, lo sfidano, facendolo partire dal primo e più grande inganno: tutto quello che vede non è reale, ma è una perfetta riproduzione in ceramica del reale. Al contrario le sculture di Roig sembrano fotogrammi estrapolati da un sogno/incubo, congelate in un istante che ha avuto un inizio e avrà una fine che all’osservatore non è dato vedere, come frammenti di una storia che può anche non essere raccontata perché quell’immagine a cui si trova di fronte racchiude già in sé tutti i significati necessari. La luce fredda che illumina o, spesso, acceca è l’unica cosa reale, tutto il resto è una proiezione mentale, le figure umane, riprodotte nelle forme nei minimi dettagli, sono spettri della mente, di sensazioni di memorie e di paure, non vogliono e non possono parlare, possono solo evocare il non detto. “Realtà differenti”, quindi, inteso come modi differenti di interpretare la realtà, di riprodurla nei minimi dettagli e, pur partendo dallo stesso obbiettivo, ottenere dei risultati completamente opposti. Ma “realtà differenti” indica anche il punto di incontro tra l’opera di B&C e quella di Roig, il documentare, riproducendo fedelmente il reale, per evocare una forte carica simbolica che va oltre quello che sta davanti agli occhi. Nelle opere di questi artisti esiste un comune denominatore che agisce nell’ombra, una sorta di doppio livello di comunicazione che partendo dal quotidiano da un lato mostra e dall’altro nasconde la parte più oscura per generare inquietudine come nell’antico proverbio cinese che dice che “il punto più buio è sempre sotto la lampada”.